La tecnica
Attraverso la tecnica di insuflaggio a secco, la fibra di cellulosa viene spinta all'interno delle intercapedini vuote attraverso un tubo flessibile collegato ad una macchina di preparazione del materiale. Con questo sistema si sfruttano e si isolano tutte quelle parti dell'edificio che a causa della loro conformazione, sarebbero irraggiungibili.
Grazie alla sua adattabilità, il sistema si rivela particolarmente adatto nel caso di edifici preesistenti e per restauri.
Come isolare i muri
Durante ogni intervento di insuflaggio a secco viene eseguita la video ispezione dell'intercapedine per controllare eventuali impedimenti e garantire l'uniformità dell'applicazione.
L'applicazione avviene mediante l'insuflaggio a secco delle fibre mediocorte nelle intercapedini vuote dei muri attraverso dei piccoli fori del diametro di 2,5 cm e alla distanza di circa 1,5 metri, sufficienti per riempire totalmente l'intercapedine con un soffice e inalterabile strato di isolante perfettamente traspirabile al vapore acqueo ma difficilmente attraversabile dal calore. L'applicazione si svolge con la massima celerità e senza comportare disagi per il committente: l'ambiente rimane pressoché pulito e, generalmente, in una giornata il lavoro è completato.
Successivamente a questa operazione, dopo qualche giorno si può ripetere l'analisi con strumento spettrografico per controllare la riuscita dell'operazione, attraverso l'analisi dei risultati di dispersione del calore attraverso i muri.
Come isolare il tetto
L'accesso ai sottotetti è sempre possibile. È possibile l'accesso attraverso una botola al piano inferiore oppure, ove non presente, è possibile accedere anche dal tetto. In questo caso, dopo un'attenta rimozione delle tegole, si procede al taglio della superficie, fino a creare lo spazio sufficiente per l'ingresso di una persona con l'attrezzatura necessaria. Dopo l'applicazione la parte di tetto rimossa viene riposizionata, ripristinando la situazione originale.
È più facile applicare un isolante sfuso che viene portato all'interno con grande velocità attraverso un tubo collegato alla macchina installatrice che sminuzza le fibre e ridà la giusta sofficità al prodotto precedentemente confezionato compresso per facilitare il trasporto.
Nei sottotetti o sui solai accessibili non si utilizza la tecnica dell'insuflaggio, ma la fibra di cellulosa stabilizzata viene stesa uniformemente, come fosse un unico pannello.
La fibra di cellulosa è utilizzata attraverso il sistema di insuflaggio a secco, con grande successo, quando ci si trova di fronte a sottotetti a nido d'ape e nei tetti in legno costruiti col doppio tavolato dove viene inserita nell'intercapedine fra le tavole.
La fibra di cellulosa viene così distribuita in ogni punto del tetto, garantendo la massima uniformità nell'applicazione, anche nei punti più bassi vicino alla cornice del tetto e proprio per questo i più sensibili ai ponti termici.
Uno strato consistente (20 o 30 cm) assicura un elevato grado di coibentazione e un blocco quasi totale della fuga di calore che, attraverso il tetto, è la causa principale del costo elevato della bolletta energetica.
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